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In merito al quesito sottopostoci circa le iniziative da assumere riguardo alle “note di cortesia” di recente inviate ai consorziati ad istanza dell’APM di Monterotondo,per il pagamento dell’imposta in oggetto relativa all’anno 2012, va in primo luogo evidenziato che secondo da notizie ufficiose sembrerebbe che le predette “note di cortesia” non siano da prendere in considerazione in quanto il canone sarebbe stato calcolato sulla base di una delibera superata e sostituita da un'altra delibera che ha rivisto gli importi del canone per l’occupazione delle aree pubbliche, di conseguenza dette comunicazioni verrebbero via via sostituite da altre ma con importo e scadenze diverse.

Ciò premesso, il problema è solo rimandato, e quindi può essere utile svolgere delle brevi considerazioni in generale sulla vicenda per cercare di trovare una soluzione percorribile dopo l’invio di queste ultime comunicazioni di APM.

Preliminarmente va evidenziato come sia pacifico che, pur in presenza delle numerose controversie riguardanti l’impugnazione di atti analoghi afferenti ad anni precedenti, l’auspicato esito favorevole ai consorziati di tale giudizi non potrebbe comunque costituire un elemento utile a contrastare le richieste in esame.

Va anche considerato che la controparte APM, a precisa richiesta da noi formulata al difensore Avv. CIAFRE’ di soprassedere dalla emissione degli atti impositivi a scadere fino alla definizione dei giudizi ha opposto un netto rifiuto, motivando tale posizione con obblighi derivanti dalla “rigidità” delle procedure amministrative.

Appare allora evidente che motivi di stretta logica e di totale coerenza con le intraprese azioni dovrebbero condurci a suggerire ai consorziati di respingere e contestare la comunicazione in questione e di impugnare anche tutti gli atti successivi fin quando le pronunzie giudiziarie non avranno stabilito i torti e le ragioni: presumibilmente tra qualche anno almeno e salvo gravami.

Peraltro non ci sfuggono i profili sostanziali e di opportunità che, altrettanto evidentemente, sconsiglierebbero di procedere ad ulteriori impugnazioni per la semplice considerazione della antieconomicità delle iniziative, i cui costi immediati, nella gran parte dei casi, sono superiori agli auspicati benefici.

Proprio tale ultima considerazione ci spinge a suggerire a chi ha ricevuto richieste di modesta entità potrebbe valutare l’ipotesi di procedere al pagamento, inviando anche alla APM una comunicazione con cui esprimere formalmente la volontà di ripetere le somme (peraltro più a fini “strategici” che sostanziali, ritenendo dubbia la possibilità di ottenere la restituzione delle somme corrisposte); tenendo conto del fatto che in caso di mancato pagamento, verrebbe inviati (ma non si può prevedere quando) gli avvisi di accertamento e solo in quel caso si porrebbe il problema dell’impugnazione, in mancanza della quale l’atto diverrebbe definitivo, con il rischio (come sta avvenendo in seguito agli avvisi di accertamento inviati nel 2004 e divenuti definitivi) di una azione esecutiva da parte dell’Ente.

Ciò premesso, più specificatamente in merito alle recenti “note di cortesia”, le stesse sono di fatto degli inviti bonari al pagamento del canone 2012, contenenti oltre alle scadenze l’avvertenza su quale sarà l’iter che l’Amministrazione seguirà in caso di mancato pagamento. Di fatto però le predette note di cortesia (peraltro recapitate con posta ordinaria) non sono suscettibili di alcun tipo di impugnazione. L’idea potrebbe allora essere quella di inviare da parte del Consorzio una comunicazione per invitare, altrettanto bonariamente, APM a sospendere nei confronti degli imprenditori della zona industriale la richiesta di Cosap per l’anno in corso (ed anche per il prossimo se necessario), fino a quando non si saranno definiti i giudizi pendenti; ciò al fine di evitare proposizioni all’infinito di impugnazioni, e quindi pregiudizi economici per tutte le parti coinvolte. Eventualmente, anche tutti i Consorziati destinatari delle “note di cortesia” che decidano di non pagare la somma richiesta, potrebbero a loro volta inviare singolarmente una propria comunicazione richiamando e facendo propria quella inviata dal Consorzio.

Ovviamente, APM non sarebbe obbligata ad accogliere la richiesta di “bloccare temporaneamente” le richieste di pagamento per l’anno in corso, decidendo invece di procedere con gli avvisi di accertamento (in tal caso varrebbero le argomentazioni già riportate nei punti precedenti sulla opportunità o meno di impugnare), ma non può escludersi che APM potrebbe decidere diversamente valutando positivamente le argomentazioni, certamente non infondate, del Consorzio e quindi sospendere le richieste (anche considerato che in tal caso è lontano anche il problema prescrizione).

 

 

Restiamo a disposizione per quanto riterreTe necessario ed inviamo i migliori saluti.

Avv. Fiorella D’Artibale

Avv. Emilio Sterpetti